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L’importanza del packaging: 3 cose da non dimenticare

27 Gen , 2014,
Valentina Caruso
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Un prodotto cosmetico per avere successo deve essere studiato nei minimi dettagli, confezione compresa. Il packaging deve rispondere in modo innovativo alle esigenze dei consumatori e del mercato. È necessario rinnovare le confezioni rivedendo le logiche dell’informazione e ripensare forme e materiali, con un occhio di riguardo per l’ambiente.

Il nuovo Regolamento cosmetico 1223/2009 detta nuove regole in tema di etichettatura, comunicazione e claim dei prodotti cosmetici. Trovarsi a riprogettare la confezione di un prodotto è un'ottima occasione per renderla più efficente dal punto di vista della comodità d'uso, di esposizione e di trasporto e per quanto riguarda la sua capacità di attirare l'attenzione di un potenziale acquirente.

1) CARATTERISTICHE DELLA CONFEZIONE

Il packaging di un cosmetico è spesso un oggetto composito e complesso, che può svolgere allo stesso tempo la funzione di strumento d’uso e di comunicazione.

Il prodotto è inserito in una confezione che ha la funzione principale di contenerlo (indispensabile per sostanze liquide o cremose) e disporre del meccanismo per poterne usufruiread esempio una crema per il corpo con dispenser, o un deodorante con dispositivo roll-on.

Questo packaging “primario” è spesso a sua volta contenuto in un'altra confezione, che può essere una scatola, un blister o una semplice pellicola e ha generalmente funzione di protezione del prodotto e comunicazione delle sue caratteristiche. La forma di questa confezione “secondaria” può essere più o meno comoda per il trasporto e l’esposizione nei punti vendita.

Infine, non bisogna sottovalutare il sacchetto, utile ai fini del trasporto, che può a sua volta comunicare dei messaggi all’acquirente e invogliarlo a ulteriori acquisti.

 2) FUNZIONI COMUNICATIVE

È fondamentale rendere immediatamente riconoscibile il prodotto e fare in modo che sia facile da distinguere da tutti gli altri. Ovviamente, ad attrarre un acquirente sono in primo luogo il nome, il marchio e la raffigurazione del prodotto. È indispensabile utilizzare una comunicazione che sfrutti delle immagini e che sia di immediata fruizione. Una volta catturata l’attenzione del consumatore, il packaging deve informare, fornendo ad uno sguardo più attento e interessato caratteristiche, ingredienti e istruzioni per l’uso. Ma la confezione deve anche essere adatta a svolgere una funzione informativa “extra-prodotto”, che veicoli contenuti che possono riguardare iniziative promozionali, culturali o di beneficenza, come campagne di informazione sulla salute, donazioni o sconti speciali.

Tutte insieme queste funzioni comunicative cooperano in modo dinamico ad aumentare le vendite del prodotto.

3) UNA QUESTIONE DI EQULIBRI

La confezione (sia quella primaria che quella secondaria) per soddisfare pienamente un possibile acquirente deve essere:

  • comoda da trasportare (attenzione a forma, peso e misure!)
  • facile da aprire (senza bordi taglienti, attenzione ai sistemi di chiusura che devono essere efficienti ma anche pratici!)
  • adatta a conservare e proteggere al meglio il prodotto cosmetico
  • rispettosa dell’ambiente (facile da separare nelle sue diverse componenti per agevolare la raccolta differenziata)
  • con un rapporto adeguato tra spazio pieno e vuoto sia per quanto riguarda la quantità di prodotto all’interno della confezione primaria sia per quanto riguarda lo spazio occupato da quest’ultima all’interno della confezione secondaria
  • con un rapporto studiato tra superificie vuota e superficie dedicata alla comunicazione (nomi, marchi etc) e all’informazione

Alcune criticità da non sottovalutare riguardano il rapporto tra il peso in prodotto e il volume del packaging. Da evitare la sovrabbondanza di imballaggio e l’overpackaging, che si verifica quando la confezione secondaria è sproporzionata rispetto a quella primaria tanto da rendere necessaria un'ulteriore imbottitura. Infine, andrebbero ripensate le confezioni che se pur accattivanti a livello estetico si rivelano poi “mezze vuote” (rispetto al prodotto), deludendo l’acquirente medio e ancora di più tutti quegli acquirenti che sono attenti non solo alla loro bellezza e salute ma anche all’ecologia.

Com’è la nuova etichetta dei cosmetici

2 Lug , 2013,
Valentina Caruso
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Ingredienti, data di scadenza, sperimentazioni animali e dichiarazioni pubblicitarie: come cambia l'etichetta dei cosmetici

A partire dall’11 luglio 2013, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo, i cosmetici immessi sul mercato UE dovranno rispettare una serie di criteri comuni, etichetta compresa. Il Regolamento 1223/2009, articolo 19, Capo VI, stabilisce che il contenitore a diretto contatto con il prodotto cosmetico e l’imballaggio secondario riportino alcune indicazioni obbligatorie. In particolare, in etichetta devono essere indicati:

  • nome o ragione sociale e sede legale del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato del prodotto cosmetico;
  • contenuto al momento del confezionamento (ovvero la quantità di prodotto presente);
  • numero del lotto di fabbricazione;
  • data di scadenza (se inferiore a 30 mesi) o durata dal momento dell’apertura;
  • paese di origine per i prodotti fabbricati al di fuori dell’UE;
  • funzione del prodotto;
  • eventuali precauzioni particolari per l’uso;
  • elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso al momento dell’incorporazione;

I caratteri con cui viene stampata l'etichetta devono essere indelebili, facilmente visibili e leggibili.

Le sostanze presenti in concentrazione inferiore all’1% possono essere elencate in ordine sparso, mentre i nanomateriali vanno indicati in elenco seguiti dalla dicitura “nano”.

Per quanto riguarda le sostanze tossiche o pericolose va esplicitata anche la quantità.

INGREDIENTI: cosa non va scritto in etichetta

Non sono considerati ingredienti – e quindi non vanno elencati in etichetta – le impurezze, le sostanze tecniche sussidiarie utilizzate nella miscela ma assenti nel prodotto finito, i solventi e i veicoli dei profumi. I composti odoranti e aromatizzanti possono essere indicati con il nome generico di "profumo" o "aroma", a meno che non abbiano potenziale allergizzante.

DATA DI SCADENZA

La data di scadenza deve essere esplicitata in modo chiaro e deve riportare il mese e l’anno oppure il giorno, il mese e l’anno. Quando necessario bisogna specificare quali sono le condizioni di conservazione da rispettare per garantire la durata indicata. Per i prodotti che hanno una scadenza superiore a 30 mesi non è obbligatorio scrivere una durata minima: in questo caso va invece segnalato il PAO (Period After Opening), ovvero il periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore. Il PAO non va precisato per i monodose, per i prodotti non contaminabili e sigillati e per quei prodotti che, anche se deteriorati, non costituiscono un rischio per il consumatore. Il PAO quindi è obbligatorio solo quando il deterioramento può portare un danno al consumatore. L’alterazione del cosmetico può essere legata a inquinamento microbiologico o chimico-fisico. Per fare un esempio, il deterioramento del filtro UV di una crema solare può portare un danno al consumatore legato al pericolo di riduzione della sua efficacia.

NON TESTATO SUGLI ANIMALI

Il produttore o il responsabile dell'immissione del prodotto cosmetico sul mercato possono specificare che il prodotto è stato sviluppato senza far ricorso alla sperimentazione animale solo se il fabbricante e i suoi fornitori non hanno effettuato test sugli animali né del prodotto finito, né del suo prototipo e di tutti i suoi ingredienti. Questa informazione può essere riportata sulla confezione del prodotto, sul foglio di istruzioni, in etichetta o su una fascia appositamente creata.

LINGUA E PUBBLICITÀ

La lingua nella quale vanno scritte le informazioni è determinata dalla normativa dello Stato membro in cui il prodotto viene commercializzato.

È vietato utilizzare diciture, denominazioni, marchi o segni figurativi che suggeriscano funzioni o caratteristiche che i prodotti non hanno. La Comunità Europea ha previsto un elenco di criteri comuni per pubblicizzare i prodotti cosmetici. Entro l’11 luglio 2016 la Commissione europea dovrà presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione dettagliata sull’uso delle dichiarazioni pubblicitarie in relazione ai criteri comuni individuati. Se alcune dichiarazioni non saranno adeguate, verranno adottate misure per assicurarne la conformità, in cooperazione con gli Stati membri.