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Dalla carta alle smart label

22 Mag , 2020,
Agnese Mari - Imprima s.r.l.
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Identificazione e tracciabilità del prodotto, hitech

La gara per accaparrarsi la collaborazione dei più quotati designer è sempre aperta per i brand di successo che, ogni anno, investono somme considerevoli per curare il look dei loro prodotti. Anche una semplice etichetta identificativa, in realtà è spesso frutto di ricerche approfondite e sofisticati esercizi di stile. In fase di stampa può arricchirsi di decorazioni metalliche, inchiostri in rilievo, superfici tridimensionali o essere ritagliata in forme originali.
Le possibilità creative sono infinite, lo scopo è quello di far emergere il più possibile il prodotto sullo scaffale, generare emozioni positive nel consumatore e stimolare l’acquisto.

Oggi, tuttavia, ci troviamo innanzi a una generazione di consumatori sempre più consapevole e selettiva che richiede informazioni dettagliate e garanzie per accordarci la propria preferenza. Fortunatamente a queste nuove esigenze si sono affiancate nuove opportunità così, accanto all’etichetta stampata dal ricercato design, troviamo tutta una serie di proposte per l’identificazione e la tracciabilità del prodotto dall’anima hitech come i tag RFID (Radio Frequency Identification). La tecnologia di queste etichette dotate di chip ci offre svariate funzionalità e possibilità di impiego tra le quali la possibilità di identificare un oggetto tramite un semplice segnale radio e di registrare sul chip interno informazioni univoche circa il produttore, l’origine e il numero di serie dell’articolo. Le informazioni sono personalizzabili e adattabili a diverse necessità ma solo un etichetta RFID originale può restituire le corrette informazioni dell’articolo. La possibilità di proteggere i dati in modo che non possano essere sovrascritti fa dell’RFID il più valido strumento anticontraffazione utilizzato. Indispensabile per fornire tutte le garanzie di qualità necessarie a difendere l’unicità e l’esclusività dei prodotti Made in Italy.

L’affidabilità della lettura dati, la possibilità di poterle utilizzare anche in magazzini contaminati e sporchi; la resistenza all'aggressione di agenti chimici e ambientali, la possibilità di rilevare informazioni anche se il tag si trova all’interno dell’oggetto che si vuole identificare o di un altro contenitore (purché non completamente metallico), fanno di queste etichette uno strumento molto richiesto e utilizzato anche nella supply chain.

L’evoluzione di questa tecnologia ci porta fino alle smart label con sensore termico (come il TT Sensor Plus 2 di Avery Dennison). Produttori e acquirenti desiderano che i prodotti mantengano sempre un'eccellente qualità durante il trasporto, tuttavia è possibile che le merci sensibili alle variazioni di temperatura subiscano alterazioni durante il viaggio pur sembrando perfettamente integre al momento della consegna. L’impiego di questa tecnologia ci consente di monitorare i prodotti deteriorabili durante la loro movimentazione con un tag sofisticato, piccolo, economico, in grado registrare temperature che vanno da -20 °C a +50 °C con una precisione di circa ±0,3 °C ed effettuare fino a 150.000 rilevamenti. Tramite software è possibile creare profili personalizzati per ogni utente,
destinatario, articolo da tracciare e creare una cronologia dettagliata di ciò che è accaduto alla merce durante lo spostamento ed evidenziare eventuali criticità. I dati raccolti possono essere estrapolati per ulteriori analisi o condivisi per aumentare l'efficienza della catena di approvvigionamento.
Le potenzialità, i vantaggi e i campi di applicazione offerti dall’RFID e dalle smart label con sensore termico sono impareggiabili soprattutto nei settori farmaceutico, cosmetico, medicale e alimentare ma occorre affidarsi a un partner esperto per poter sfruttare al meglio le potenzialità di questi strumenti raggiungendo con successo gli obiettivi prefissati.

COLD CHAIN – Supply chain e controllo temperature

16 Apr , 2020,
D.ssa Patrizia Fazio
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Sono 16 milioni le tonnellate di merci deperibili che ogni anno vengono trasportate sulle strade italiane, la maggior parte delle quali per distanze che superano i 50 km. Cosa sono le merci deperibili? Ovviamente i prodotti alimentari, come la frutta, la verdura, la carne, il pesce, il latte, i prodotti caseari, i surgelati, i gelati, e altro tipo di merce che si deteriora a causa degli shock termici, quali i prodotti farmaceutici, il pet food, mangimi, le piante ornamentali e i fiori.

Per poter effettuare un corretto trasporto di merci deperibili, ovvero per poterne garantire l’integrità anche durante le fasi di trasporto, bisogna utilizzare furgoni e mezzi idonei che, a seconda del tipo di merce che si deve portare a destinazione, siano in grado di mantenere costantemente la temperatura necessaria alla sua corretta conservazione.

A stabilirlo è una normativa internazionale la cui prima versione è stata varata nel 1970 a Ginevra, ratificata poi in Italia nel 1977; si tratta dell’ATP, acronimo di Accord Transport Perissable, che si prefigge l’obiettivo di garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti che arrivano ai consumatori, sicurezza e salubrità che possono essere garantite solo se l’alimento, ad esempio, viene mantenuto a una temperatura corretta e, in certi casi, anche costante durante tutte le fasi che vanno dalla produzione  al confezionamento, dalla distribuzione  alla vendita, nessuna esclusa.

La tutela della catena del freddo è una delle peculiarità principali della “supply chain” per alcuni settori. Nel trasporto di merce deperibile, come alimenti o prodotti farmaceutici, appunto, è fondamentale garantire condizioni termiche ottimali  e aver modo di verificarle/certificarle. (gestire un log protetto, accessibile e inviolabile)

La normativa ATP stabilisce le caratteristiche tecniche dei mezzi idonei al trasporto di merci deteriorabili: furgoni coibentati, furgoni isotermici, furgoni refrigerati utilizzabili a seconda del tipo di merce trasportata, possono raggiungere anche temperature molto basse, anche oltre i -20°, necessarie quando si trasportano prodotti come ad esempio surgelati e gelati o vincolate ad un range, come 2°- 8° per l’insulina.

E’ bene ricordare che le sanzioni applicate a produttore, trasportatore, distributore dei suddetti prodotti sono sia amministrative che penali, oltre che d’importo molto elevato, senza dimenticare il riverbero economico-sociale e d’immagine sul brand che possono avere ritiri di lotti di merce o addirittura sequestri da parte degli organismi preposti.

Uno strumento importante, quale valido aiuto ai produttori, ai confezionatori, ai trasportatori, ai distributori e, a garanzia dei consumatori finali, è rappresentato da un’etichetta intelligente: TT sensor plus 2    che registra tempi e temperature dei prodotti oggetto del monitoraggio.

A questo proposito Imprima, membro di Team4Cosmetics, ha sentito l’esigenza di stringere un accordo con il produttore del suddetto ausilio Avery Dennison, una partnership volta alla sperimentazione ed applicazione di “TT sensor plus 2” nei settori Italiani di riferimento.

Coinvolti nel progetto saranno, oltre ai partner di Team4Cosmetics, anche il Professor Ubaldi dell’ateneo di Parma. https://www.unipr.it/node/8250

Team4Cosmetics @ Pharmintech 2016

31 Mar , 2016,
Valentino Cusimano
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Vieni a visitare Team4Cosmetics a Pharmintech

La manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie di processing e packaging per il mondo farmaceutico, parafarmaceutico, nutraceutico e cosmeceutico.

PHARMINTECH 2016
Bologna, 13 – 15 Aprile
Orari di apertura: 10 – 17.30
Ingresso Costituzione

INVITO DI: Team4Cosmetics
PADIGLIONE:22 STAND:B76
CODICE di INVITO (per la preregistrazione on-line):PNJK7KC

I Cosmetici Biologici

23 Ott , 2015,
Giovanna Rossoni

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Negli ultimi anni l’attenzione verso gli stili di vita “green” è incrementata, ovviamente questo ha avuto un risvolto anche nel mondo del cosmetico dove si è diffusa la tendenza del “biologico”; tendenza che apparentemente induce nel consumatore l’idea che i prodotti definiti “bio” abbiamo da un punto di vista qualitativo una maggiore qualità e sicurezza. Questi prodotti, vengono pubblicizzati come naturali e di conseguenza il consumatore finale crede di avere a che fare con prodotti completamente organici. È realmente così?

I cosmetici biologici devono avere i requisiti dettati dal regolamento europeo 1223/2009 relativo ai prodotti cosmetici classici.

Riguardo le peculiarità relative alla categoria biologico non esiste un regolamento che li standardizza e di conseguenza sul mercato si possono trovare prodotti che si definiscono “bio” ma che in realtà non lo sono.

Per gestire quindi questo gap normativo esistono sul territorio degli enti certificatori (Icea e Ccpb per citarne alcuni) che forniscono i protocolli da seguire per garantire i requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia e quindi fornire al consumatore finale il prodotto voluto.

In linea di massima da tali protocolli si evince che per definire un cosmetico “bio” è necessario che sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • Le materie prime impiegate per la loro produzione devono provenire dal mondo vegetale e non devono derivare da Organismi geneticamente modificati;
  • Le materie prime devono provenire dal mondo dell’agricoltura biologica e devono essere certificate dagli enti certificatori;
  • Gli studi per la formulazione e quelli condotti sul prodotto finito non devono prevedere test su animali;
  • Non devono essere impiegate radiazioni ionizzanti;
  • non devono essere impiegati coloranti sintetici;
  • si devono condurre studi per garantire la qualità, efficacia e sicurezza sia dei componenti sia del prodotto finito, prestando attenzione ai controlli microbiologici;
  • il confezionamento deve essere realizzato con materiali riciclabili;

In Europa la situazione non è molto diversa dall’Italia, ogni paese ha i suoi enti certificatori, recentemente però è nato un macro ente internazionale che ha unito diversi paesi europei per far fronte alle difficoltà che si pongono in questa quota di mercato e che cerca di salvaguardare i diritti dei consumatori, il Cosmos

Il consumatore quindi per essere certo della qualità del prodotto potrà stare tranquillo se sul confezionamento è riportato il marchio dell’ente certificatore, il quale funge da garante per tutti i requisiti che contraddistinguono il prodotto biologico

Fonti
www.altroconsumo.it
www.greenme.it
www.salute.gov.it

Open Innovation Regione Lombardia

29 Set , 2015,
adm-team4

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Team4Cosmetics partecipa ad un progetto della regione Lombardia, volto allo scambio di informazioni ed alla creazione di reti e contatti tra aziende di settori differenti (ambito benessere nel nostro caso).

La community che ci vedrà protagonisti, ha un tema che è legato alla promozione e allo sviluppo di sistemi di tracciabilità e sicurezza in ambito cosmetico e  nutraceutico.

Il focus principale della community sarà improntato sulle normative e sugli aspetti che l'attuale legislazione prevede e che risultano quindi essere basilari per il business di ogni azienda che intende entrare in questo settore.

Per poter apportare il proprio contributo è necessario interagire tramite uno strumento messo a disposizione dalla regione stessa, la piattaforma OpenInnovation.

Come fare

Per fare ciò sarà necessario registrarsi sul portale, attendere la validazione del proprio profilo, cercare la discussione d'interesse (riguardante Team 4 Cosmetics nel nostro caso), e quindi iscriversi e parteciparvi.

La procedura è semplice, richiede soltanto qualche passaggio. Vi chiediamo quindi un pò di pazienza.
Per facilitare il tutto, inviamo qui di seguito i tre step fondamentali:
1) registrazione
2) validazione profilo
3) contributo

REGISTRAZIONE

VALIDAZIONE

  • una volta effettuato l'accesso, bisognerà completare e far validare il proprio profilo.
  • cliccare quindi in alto a destra sul proprio nome, e completare la scheda che si presenta con i propri dati. Nella sezione "Scelta Facilitatore", indicare una persona che procederà poi alla validazione (ovvero all'abilitazione) del profilo. Nella sezione "Scelta descrittori" (ovvero le competenze e gli interessi che caratterizzano l'utente), consigliamo di selezionare, oltre eventualmente ai vostri interessi, "INDUSTRIA DELLA SALUTE - Benessere". Nella sezione “organizzazioni”, in basso, selezionare aggiungi e scegliere quindi W4Y. Nella sezione “Collaborazione prevalente” selezionare W4Y.
  • compilata la maschera in ogni sua parte, modificare lo "stato" (in alto a destra) in "attivo con richiesta di validazione"
  • entro qualche ora/giorno si riceverà una mail con la conferma della validazione

CONTRIBUTO

Per poter interagire con community team4cosmetics:

  • accedere alla piattaforma http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/login/login , cliccare su community, cercare team4cosmetics e cliccare su "iscriviti" (link che appare solo con profilo validato)
  • tornare nella home tramite l'icona a forma di casa in alto a sinistra, cliccare quindi su "discussioni" e ricercare "Team4Cosmetics - Tracciabilità e sicurezza nelle aziende del benessere”
  • cliccare quindi su "partecipa" >> contribuisci